Le reazioni di Bollettino (Cisl Fp) e Cavallo (Cisl): «Ha prevalso la linea della contrattazione che porta risultati concreti alle lavoratrici e ai lavoratori»

Potenza, 18 giugno 2025 – Aumenti medi del 7% in busta paga, arretrati, indennità aggiornate, nuove tutele, come il patrocinio legale per chi subisce aggressioni, e valorizzazione del lavoro: dopo mesi di ostruzionismo da parte delle sigle sindacali non firmatarie, i lavoratori del comparto della sanità pubblica hanno un nuovo contratto nazionale. Oggi a Roma la firma della pre-intesa per il triennio 2022-2024. «È la vittoria del nostro modello sindacale, fondato sulla responsabilità, sulla partecipazione e sulla contrattazione», è il commento a caldo del segretario generale della Cisl Fp Basilicata Giuseppe Bollettino. «Lo avevamo promesso e siamo riusciti a garantire tutele, valorizzazione professionale e riconoscimento economico, senza slogan e proteste sterili, ma mettendo in campo un lavoro serio di negoziazione, senza cedere di un passo anche alla paralisi delle trattative per volontà di quelle sigle sindacali che hanno preferito cavalcare logiche politiche anziché rappresentare i bisogni reali delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità. La nostra posizione è sempre stata trasparente: alle condizioni date, l’obiettivo era dare alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità pubblica il miglior contratto possibile e riaprire subito il confronto per il rinnovo 2025-2027. Ora che il traguardo è sostanzialmente conseguito grazie alla raggiunta maggioranza negoziale risultata ancora più inspiegabile la posizione di chi in questi mesi ha fatto ostruzionismo producendo un danno agli operatori sanitari per mancata erogazione di arretrati, aumenti e nuove indennità. Ha prevalso la forza della rappresentanza e ha perso quella della ideologia. Ora avanti tutta per costruire una stagione contrattuale per alzare i salari e creare nuove forme di tutela grazie anche alle risorse già confermate dal Governo per il triennio 2025-2027».

Diverse le novità contenute nella pre-intesa, come l’accesso all’elevata qualificazione per i professionisti della salute e i funzionari con laurea triennale o titoli equipollenti in presenza di incarico di funzione e almeno sette anni di esperienza, la valorizzazione delle prestazioni aggiuntive a 50 euro/ora, l’aumento degli incarichi fino a 1.500 euro, l’estensione delle ferie solidali, la parificazione retributiva tra ostetriche e infermieri, la previsione del buono pasto per chi lavora in smart working. E ancora: tutele rafforzate per la libera professione, valorizzazione economica per il profilo dell’autista soccorritore, indennità per il personale assegnato alle unità operative/servizi della sanità penitenziaria, maggiore accessibilità agli incarichi anche per il personale part-time. Inoltre, è stato ottenuto un modello di formazione continua più moderno, che riconosce il diritto a scegliere percorsi coerenti con il proprio profilo fino al 30% del totale annuo dei crediti formativi; formazione continua ed ECM; una mobilità volontaria più trasparente, con bando pubblicato obbligatoriamente sul sito dell’ente entro il 31 marzo di ogni anno; il differimento al 31 dicembre 2026 delle progressioni verticali in deroga e per gli incarichi di funzione organizzativa.

Anche il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo esprime soddisfazione per la firma della pre-intesa: «Oggi si conclude un lungo percorso negoziale ostico in cui alla fine ha prevalso lo spirito costruttivo di chi ha sempre lavorato per trovare soluzioni concrete e coerenti con le legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori del sanità pubblica. Questo rinnovo rappresenta un passaggio fondamentale per la dignità del lavoro pubblico …

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